Chiara.Daino

- L'autrice del testo -

Quando parlo di Chiara mi si apre il cuore. Una poetessa, attrice, traduttrice e ancora moltissime altre cose insomma una professionista completa difficile da inquadrare nelle classiche categorizzazioni che la critica artistica tanto ama. La considero una libera artista, libera con una sensibilità che le dona quel sanguigno raccontare fino ad avvolgere e sconvolgere il gioco dei canoni compositivi piegando l'antico al contemporaneo. Il suo sognare diventa un soffice materasso di aghi dove ogni cellula viene stimolata nell'ascolto e dove quella che possiamo chiamare anima urta contro il leggero sbattere di ali della parola.

Una donna libera.

 

In questa pagina raccoglierò tratti da recensioni sui suoi lavori.

“Chiara Daino (Genova, 1981) è attrice di teatro, songwriter, traduttrice e autrice.

Il suo primo one woman’s act è stato Su un Io colonna, su testi di Emily Dickinson nella traduzione di Massimo
Sannelli (2006).

Voi sapete cos’è La Merca? È un marchio. È un nuovo Bildungsroman: capovolto, crudo, ironico.
L’autore piega la vecchia lingua, grassa, per sondare le piaghe/pieghe di una realtà diffusa e taciuta: la vita che vive d’arte, e l’arte-vita che si innesta sul d.c.a. Agli occhi del mondo: «disturbo del comportamento alimentare». Ma è il mondo stesso a soffrire come un disturbo l’esistenza di Jenny; e la malattia di Jenny, se è tale, è solo questo
mondo. I Neologismi e la Contaminazione della Lingua magra ricamano le personae parlanti (e dire è dire tutto, contro tutti, sempre): il lettore valuterà il peso della materia, che si fonde con il verbo lieve. Nessun moralismo e nessun patetismo: qui il Bíos è teso.” (Massimo Sannelli)

"colpisce di lei soprattutto per la matura calibratura espressiva del suo dettato invariabilmente percussivo e spasmodico, vivificato da un naturale, “fibrillante” sperimentalismo linguistico per il quale, mi viene da dire, anche le minimissime questioni di carattere fonico – ritmico sembrano rispondere direttamente a un’esigenza d’ordine (o dis-ordine?) metafisico.

[…] per la Daino […] il luogo del dire è innanzitutto il corpo

Massimo Morasso

 

 

 

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