Il corridoio.
Il suono dell'indifferenza.
Violenza coercizione pressione dolore. Il grido di una donna rimbalza lungo il corridoio: le cure dei medici sono dolorose. Nel corridoio le grida risuonano accompagnando i passi d'angoscia di chi lo percorre nell'incertezza dell'uscita.
E solo l'uscita, confusa, può restituire la consapevolezza del proprio corpo ancora vivo, ancora integro. Il racconto di quei momenti si volge davanti a spettatori ignari e curiosi.
Una sola necessità nasce dai lunghi silenzi di disperazione, dalle lacrime assorbite nella finzione di una normalità posticcia. Il dolore vuole solo essere ascoltato.
La condizione di prigionia nel proprio stesso dolore diventa lo stato di una moltitudine di donne. Le sevizie, le percosse, la nausea sono la rivelazione inattesa e disattesa della nostra vergogna.
Lo scontro lacerante con quel tessuto di infamia e soggezione in cui la nostra società pretende ancora di tessere l'archetipo della femmina.
Liberarsi è atto rivoluzionario, liberarsi è respirare l’aria della vita, liberarsi è rompere le bende che impediscono di vedere. (All'ingresso e all'uscita puoi mettere una tenda di garza che va aperta con le mani per entrare).
Il corridoio è un passaggio obbligato, un percorso della liberazione, un viaggio nella necessità di quelle donne che non possono più guardare la realtà da sole.
Donne che hanno bisogno di altri occhi per vedere ed essere viste, per continuare a vivere, per ritrovarsi.
Ripercorrere ossessivamente la tortura, la violenza, la prigionia è un ripiegarsi su se stesse per cercare la forza di urlare la rabbia, la voglia di continuare a vivere, il desiderio di vomitare quel dolore lacerante.
Il tuo corpo che più non ti appartiene, il membro che ti penetra senza dolcezza, l’odore pungente dello sconosciuto, l’energia che si spenge sotto la pressione di una mano sulla bocca.
Le donne bendate lanciano grida, racconti, invocazioni, e sono donne che cercano la libertà, che vivono nell'attesa di qualcuno che le ascolti. Visi che seguono chi decide di percorrere insieme a loro il corridoio.